Trascorrere una giornata in piscina significa alternare momenti di relax al sole e bagni rinfrescanti, ma comporta anche una doppia attenzione: la pelle resta esposta ai raggi ultravioletti e, allo stesso tempo, entra a contatto con acqua trattata.
Il rapporto tra cloro e abbronzatura è però spesso raccontato attraverso falsi miti: il cloro non cancella direttamente il colorito, così come restare dentro l’acqua non protegge automaticamente dal sole.
Vediamo quindi quali attenzioni adottare prima e dopo il bagno e come proteggere pelle, capelli, tatuaggi e zone sensibili mentre ci si abbronza in piscina.
Il cloro toglie davvero l’abbronzatura?
No, il cloro non elimina direttamente l’abbronzatura, ma l’acqua della piscina e i disinfettanti possono rendere la pelle più secca. Se la cute perde idratazione e comincia a desquamarsi, il colorito può apparire progressivamente meno luminoso, uniforme e intenso.
Dire che il cloro fa andare via l’abbronzatura è dunque una semplificazione. Più correttamente, il contatto prolungato con l’acqua trattata, associato al sole, a docce molto calde, detergenti aggressivi e sfregamento con l’asciugamano, può favorire secchezza e desquamazione, rendendo la tintarella visivamente meno omogenea.
Perché la pelle può sembrare più chiara dopo la piscina?
La pelle può apparire temporaneamente più chiara o opaca dopo il bagno perché è bagnata, raffreddata o disidratata. Una volta asciutta, la secchezza superficiale può rendere il colorito meno brillante, soprattutto se si è rimasti a lungo in acqua o se ci si è asciugati sfregando energicamente.
Il fatto che il cloro schiarisca l’abbronzatura non va quindi interpretato come un’azione diretta sulla melanina: si tratta più spesso di un effetto visivo legato allo stato della superficie cutanea.
Ci si abbronza anche dentro la piscina? Sì, ma attenzione ai raggi UV
Sì, ci si può abbronzare anche mentre si è in piscina, perché stare in acqua non annulla l’esposizione ai raggi UV. Le parti del corpo fuori dall’acqua restano direttamente esposte e la superficie della vasca può riflettere parte della radiazione solare. Per questo motivo, vicino all’acqua è necessaria un’attenzione particolare alla protezione.
La sensazione di freschezza può inoltre trarre in inganno: mentre si nuota o ci si rilassa in vasca, il calore viene percepito meno intensamente, ma questo non significa che la pelle sia protetta.
È quindi importante applicare la crema anche prima di entrare in acqua e non soltanto quando ci si sdraia sul lettino.
Come abbronzarsi in piscina senza danneggiare la pelle
Non esiste un metodo per ottenere un’abbronzatura tramite raggi UV eliminando completamente i rischi: è però possibile ridurre l’esposizione eccessiva, proteggere la pelle e favorire un colorito più graduale evitando scottature.
Durante una giornata in piscina è consigliabile:
- applicare una protezione solare ad ampio spettro prima di uscire;
- scegliere un prodotto resistente all’acqua e adatto al proprio fototipo;
- riapplicare la crema con regolarità e dopo il bagno;
- alternare l’esposizione con pause in una zona ombreggiata;
- evitare, per quanto possibile, le ore in cui l’indice UV è più elevato;
- utilizzare anche cappello, occhiali e indumenti protettivi;
- applicare una crema idratante al termine della giornata.
Scegliere una crema solare resistente all’acqua
Per la piscina è consigliabile scegliere una crema ad ampio spettro, capace cioè di proteggere sia dai raggi UVA sia dagli UVB, con SPF 30 o superiore e indicazione di resistenza all’acqua.
Le etichette devono indicare se la protezione è stata testata per mantenersi efficace per 40 oppure 80 minuti mentre si nuota o si suda. In ogni caso, il prodotto va riapplicato almeno ogni due ore e con maggiore frequenza dopo il bagno, dopo aver sudato o dopo essersi asciugati.
Quanto tempo stare al sole in piscina?
Non esiste una durata universale valida per tutti. Il tempo di esposizione tollerato varia in base a fototipo, stagione, latitudine, orario, età, indice UV, condizioni meteorologiche e sensibilità individuale.
La strategia più prudente consiste nel controllare l’indice UV, preferire esposizioni graduali, fare pause frequenti all’ombra ed evitare di restare a lungo sotto il sole nelle ore centrali della giornata. Quando l’indice UV è pari o superiore a 3, si raccomanda di adottare misure di protezione.
Trucchi e consigli per mantenere l’abbronzatura a lungo dopo il bagno in piscina
Per mantenere l’abbronzatura in piscina è utile occuparsi della salute e dell’idratazione della barriera cutanea.
Dopo una giornata in vasca è consigliabile:
- risciacquare pelle e capelli con acqua dolce;
- preferire una doccia tiepida o fresca, evitando temperature molto elevate e detergenti troppo aggressivi;
- asciugarsi tamponando, senza strofinare;
- applicare un prodotto idratante o emolliente, evitare invece scrub o prodotti esfolianti;
- bere regolarmente durante le giornate calde;
Alcuni errori da evitare quando si prende il sole in piscina
Quando si parla di piscina e abbronzatura, alcuni comportamenti apparentemente innocui possono aumentare il rischio di scottature o rendere la pelle più secca.
Gli errori più frequenti sono:
- Pensare che l’acqua protegga dai raggi UV: la superficie riflette parte della radiazione e la pelle rimane esposta.
- Applicare la crema una sola volta: acqua, sudore e asciugamano ne riducono progressivamente l’efficacia.
- Scegliere un SPF troppo basso: la protezione deve essere adeguata al fototipo e alle condizioni di esposizione.
- Usare soltanto oli privi di filtro solare: un prodotto lucidante non sostituisce una protezione ad ampio spettro.
- Restare al sole nelle ore più intense: la sensazione di freschezza dell’acqua può far sottovalutare l’esposizione.
- Non proteggere le zone meno visibili: orecchie, collo, piedi, cuoio capelluto e labbra vengono spesso dimenticati.
- Non risciacquarsi dopo il bagno: i residui dell’acqua trattata possono aumentare la sensazione di secchezza.
- Strofinare la pelle con l’asciugamano: lo sfregamento può irritare una cute già esposta a sole e cloro.
- Continuare a esporsi con la pelle arrossata: un arrossamento è un segnale da non ignorare.
Piscina o mare: dove ci si abbronza di più?
Non è il luogo in sé a determinare quanto ci si abbronza. La quantità di radiazione UV ricevuta dipende soprattutto dall’orario, dalla stagione, dall’indice UV, dal fototipo, dalla durata dell’esposizione e dalle misure di protezione adottate.
La risposta più corretta è dunque: dove l’esposizione UV è maggiore e più prolungata. Non esiste però un vantaggio nel cercare la dose più elevata; ciò che conta è gestire l’esposizione in modo prudente.
Come proteggere tatuaggi, capelli e zone sensibili in piscina
I tatuaggi devono essere protetti con particolare attenzione: i raggi UV possono far sbiadire alcuni pigmenti e, in certe persone, provocare reazioni cutanee.
Su un tatuaggio completamente guarito è consigliabile utilizzare una crema ad ampio spettro, resistente all’acqua e con SPF 30 o superiore, applicata prima dell’esposizione e riapplicata con regolarità.
Anche i capelli risentono dell’esposizione combinata a sole e acqua trattata: il cloro può impoverire i lipidi protettivi del fusto e contribuire a renderli più secchi e fragili. Una cuffia da nuoto, un prodotto leave-in o una barriera cosmetica adatta possono limitarne il contatto; al termine del bagno è utile risciacquare subito i capelli, lavarli con delicatezza e applicare il balsamo.
Alternative al cloro e comfort di balneazione
Il comfort in piscina non dipende soltanto dal sistema di disinfezione, ma soprattutto dal corretto equilibrio tra trattamento dell’acqua, pH, filtrazione e manutenzione. Un odore intenso o irritazioni frequenti possono essere collegati anche alla presenza di clorammine, generate quando il cloro reagisce con sudore, sporco e altre sostanze introdotte dai bagnanti.
Esistono sistemi diversi o integrativi per il trattamento dell’acqua. È però importante ricordare che una piscina con acqua salata non è completamente priva di cloro: il clorinatore lo produce tramite elettrolisi a partire dal sale disciolto nell’acqua.
Per valutare le soluzioni più adatte al proprio impianto si può approfondire la guida alle alternative al cloro oppure consultare gli accessori per la piscina pensati per migliorare comfort, pulizia e gestione quotidiana.
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